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Sostegno - Speciale BES - PAI 2016/2019

Una scuola di tutti e per tutti

Una scuola davvero inclusiva è una scuola che sa rispondere adeguatamente alle difficoltà degli alunni e sa eliminare le barriere all’apprendimento ed alla partecipazione di ognuno. Il concetto di Bisogno Educativo Speciale rappresenta una macrocategoria che comprende dentro di sé tutte le possibili difficoltà di apprendimento degli alunni, sia le situazioni considerate tradizionalmente come disabilità (mentale, fisica sensoriale), sia quelle che riguardano specifici apprendimenti quali la dislessia, il disturbo da deficit attentivo, o ancora altre situazioni di problematicità comportamentale, psicologica, relazionale, di contesto socio-culturale.
Con l’introduzione nel 2006 del concetto di alunni “con Bisogni Educativi Speciali” e non più solo “con disabilità”, è stato fatto un grande passo avanti nella direzione di un sistema formativo più attento ai bisogni di ciascun alunno. I cambiamenti nella popolazione scolastica e l’evolversi delle situazioni di difficoltà (BES) hanno imposto alla scuola di estendere il campo di intervento e di responsabilità a tutti gli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni. Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali rispetto ai quali è necessario offrire adeguata e personalizzata risposta.
La scuola è chiamata a leggere e a rispondere in modo adeguato ed articolato ad una pluralità di alunni che manifestano Bisogni Educativi Speciali con difficoltà di apprendimento stabili o transitorie. In tale ottica l’attenzione sarà favorita dalla capacità di tutti i docenti di osservare e cogliere i segnali di disagio, ma anche dalla consapevolezza delle famiglie di trovare nella scuola un alleato competente.

Normativa di riferimento

Il 27 Dicembre 2012 è stata firmata la Direttiva Ministeriale “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” che estende il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità scolastica all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES).
Nella Circolare Ministeriale n°8 del 6 marzo 2013 si precisa che l’individuazione dei BES e la successiva attivazione dei percorsi personalizzati sarà deliberata da tutti i componenti del team docenti – dando luogo al PDP, firmato dal Dirigente scolastico,  dai docenti e condiviso dalla famiglia.
I docenti potranno avvalersi per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010 (DM 5669/2011), meglio descritte nelle Linee guida.

Piano di intervento

La nostra scuola, ispirandosi alla normativa vigente, decide di perseguire la “politica dell’inclusione” e di “garantire il successo scolastico” a tutti gli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione, anche a coloro che, non avendo una certificazione né di disabilità, né di DSA (104/92 e la recente 170/2010)  fino ad oggi non potevano avere un piano didattico personalizzato, con obiettivi, strumenti e valutazioni pensati su misura per loro.
Per la lettura ed il riconoscimento dei bisogni reali di un alunno, al di là delle etichette diagnostiche, è necessario comprendere un intreccio di elementi che riguardano sia lo studente sia i contesti in cui egli viene a trovarsi.
L’idea di bisogno educativo speciale viene fondata sul funzionamento globale della persona, al fine di costruire una didattica  inclusiva e individualizzata.
Le strategie metodologiche risultano fondamentali per i ragazzi con difficoltà di apprendimento di vario tipo ed è importante che la scuola si impegni a sviluppare la capacità di imparare degli studenti. Il metodo di insegnamento deve tener conto delle modalità di apprendimento degli alunni e promuovere processi meta cognitivi che permettano allo studente un iter di apprendimento consapevole.
Per una didattica individualizzata:

  • favorire in classe un clima positivo;
  • aiutare ad individuare i concetti chiave e promuovere la comprensione del testo;
  • insegnare ad utilizzare gli elementi paratestuali;
  • insegnare ad utilizzare e a produrre mappe e schemi sintetici;
  • valorizzare linguaggi alternativi al codice scritto;
  • promuovere processi metacognitivi, di autovalutazione e di autocontrollo delle strategie di apprendimento;
  • attivare il tutoraggio tra pari e la collaborazione con il piccolo gruppo;
  • proporre esercizi relativi alla comprensione globale, esercizi di individuazione e di riformulazione di idee e informazioni.
  • Riunione GLI – 20/06/2019

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